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      Palazzo Sichart a Rovereto
da Casa di Commercio a Museo della Città


a cura di Carlo Andrea Postinger
F.to 21x28 cm - 160 pagine
ISBN 978-88-7498-311-7
Euro 32,00

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Palazzo Sichart non presenta i caratteri tipici di una residenza gentilizia bensì quelli, del tutto originali nel panorama locale, di una signorile abitazione unita agli uffici e ai magazzini di un’azienda serica.

Esso sorse infatti, circa nel 1739, come casa di commercio connessa all’adiacente filatoio del produttore e commerciante di sete Johann Friedrich Sichart von Sichartshof.

Carlo Andrea Postinger tratteggia le vicende della famiglia, proveniente da Norimberga, da quando alla seconda metà del Seicento iniziò a frequentare Rovereto. Il rapporto dei Sichart con la città durò poi quasi due secoli, fino all’estinzione del loro ramo roveretano.

L’edificio, di cui Lucio Franchini ricostruisce le origini ed esamina le caratteristiche architettoniche, è improntato a esigenze di funzionalità e concretezza, nonché a una sobria eleganza coerente con la sensibilità protestante dei committenti; gli artefici del progetto sono da identificare con gli architetti Tacchi.

Palazzo Sichart, dopo alcuni passaggi di proprietà, fu acquistato dal Comune nel 1910 e nel 1942 divenne la sede del Museo Civico. Fabrizio Rasera si sofferma in particolare su quest’ultima importante stagione, durata sino alla fine del secolo scorso.

Camilla Gazzini descrive l’intervento di restauro che ha restituito all’edificio decoro ed efficienza, riconfigurandone gli spazi in funzione dell’apertura al suo interno, dopo vent’anni di inutilizzo, del nuovo Museo della Città.

I criteri museografici che hanno ispirato l’allestimento inaugurale di quest’ultimo sono illustrati da Francesca Bacci.

Nella parte interna della sovraccoperta è contenuto l’albero genealogico della famiglia Sichart.